sabato 23 aprile 2016

THE FASHION OF CINA

Negli ultimi tempi la Cina si ritrova sempre più al centro del mondo della moda: c’è un grosso mercato del lusso e di capi e accessori firmati, sempre più stilisti occidentali si ispirano alla moda cinese, alcuni marchi sono stati acquistati del tutto o in parte da imprenditori cinesi – mentre ci sono sempre più stilisti cinesi emergenti da tenere sott’occhio. Lo scorso settembre molti di loro hanno sfilato alla settimana della moda donna di Milano.
L’interesse della moda verso la Cina è stato sancito anche dalla mostra estiva del prestigioso Metropolitan Museum of Art (MET) di New York: China Through the Looking Glass, sull’influenza dell’estetica cinese sulla moda occidentale. La mostra è diventata la più popolare del museo dedicata alla moda e la quinta più visitata finora.
Come in occidente, gli stilisti usano il prêt à porter, gli abiti per tutti i giorni, e di alta moda, cioè gli abiti da sera. È stato però difficile nello stile dei diversi stilisti, perché la Rivoluzione culturale promossa da Mao Tse-Tung nel 1966 – con l’obiettivo di rafforzare e imporre la visione del partito comunista in tutti gli aspetti della vita cinese – ha cancellato molti aspetti tradizionali e culturali del paese, compresa la storia del costume. Solo le riforme che sono state fatte dagli anni Ottanta in poi hanno permesso la nascita dell’industria della moda e quindi l’affermarsi di stilisti, ognuno con una sua interpretazione personale dello stile tradizionale cinese.

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